Istogramma, questo sconosciuto, scopriamo cos’è e come funziona

Dopo aver letto l’articolo sull’esposizione, vediamo di comprendere come l’istogramma sia fondamentale per la lettura di una foto e della sua corretta esposizione:

Quindi che cos’è l’istogramma?

L’istogramma è quel valore grafico che trovate, dopo aver scattato una foto, sul display LCD della vostra reflex oppure lo potete osservare successivamente, nei programmi di fotoritocco quando aprite le vostre foto per elaborarle e si presenta così:

Istogramma, Esposizione, reflex

Istogramma, Reflex, Esposizione

 

Nella prima foto possiamo notare il grafico di colore bianco posizionato in alto a destra (a seconda del modello e marca di reflex ovviamente cambia), nella seconda illustrazione, invece, oltre a quello bianco troviamo anche altri 3 grafici colorati rosso-verde-blu, quelli stanno ad indicare i canali RGB, per cui potremo leggere con molta accuratezza se ci sono errori sui toni di alcuni colori.

All’interno dei programmi di fotoritocco, come Photoshop o Lightroom, invece l’istogramma ci apparirà in questo modo:

Istogramma, Reflex, Esposizione, 4

Dicevamo appunto, l’istogramma serve a leggere la luce, ci indica quali valori compresi tra 0 (nero) e 255 (bianco) sono stati impressi sull’immagine scattata; tutto ciò che sta prima dello “0”, quindi sul lato sinistro, indica che i pixel sono completamente neri, ossia privi di dettaglio; tutto ciò che si trova dopo il “255”, quindi sul lato destro, saranno i pixel bianchi, anch’essi privi di dettaglio. Come possiamo vedere nel grafico qui sotto, l’istogramma viene suddiviso in questo modo:

Istogramma, Reflex, Esposizione, 5

 

  • l’asse verticale indica la quantità di pixel sul fotogramma di una determinata luminosità.
  • l’asse orizzontale invece è leggermente più complesso da comprendere; è suddiviso in 3 sezioni: il lato sinistro, parte dal valore 0, riguarda i pixel e quindi le zone di ombra presenti nell’immagine, la parte centrale indica i mezzitoni e la parte destra invece indica i pixel più luminosi fino ad arrivare al bianco assoluto che è il 255.

Ne consegue che, se avremo l’istogramma spostato tutto verso sinistra l’immagine sarà sottoesposta; quanti pixel avranno quelle tonalità (o porzione dell’immagine)? Più il picco è alto e più i dettagli dei pixel sulla foto presenteranno zone scure, se sono sul bordo o in prossimità dello “0”, invece, saranno proprio dettagli neri, non visibili all’occhio umano;

Istogramma, Reflex, Esposizione, sottoesposto

 

viceversa, se l’stogramma sarà spostato tutto verso destra, avremo una maggioranza di pixel tendenti al bianco, mentre quelli sul valore 255 e oltre, saranno bianchi assoluti, non visibili all’occhio umano, ne consegue che la foto in quella parte sarà bianca.

Istogramma, Reflex, Esposizione, sovraesposizione

 

Facciamo un esempio pratico per capire meglio come funziona l’istogramma.

Se dovessimo fotografare un tramonto con il sole quasi frontale, avremo sicuramente delle zone in ombra; per cui scegliendo di esporre nella modalità “spot” nel punto più luminoso della nostra inquadratura, avremmo più o meno una situazione simile:

Istogramma, Reflex, Esposizione, sottoesposizione, 1

 

Nell’immagine qui sopra potete notare come le zone evidenziate in rosso corrispondono a quella porzione di istogramma che si avvicina allo “0” del lato sinistro, il picco cerchiato di rosso indica che quelli sono pixel neri o molto vicino al nero, per cui in quella parte dell’immagine avremo zone prive di dettaglio o molto scure non visibili all’occhio umano;

Al contrario, se esponessimo sempre in modalità “spot”, ma stavolta per le ombre, avremo più dettagli nelle zone scure, ma ci ritroveremo per forza di cose a sovraesporre il cielo:

Istogramma, Reflex, Esposizione, sovraesposizione, 1

 

in questo caso, come si può notare dalla foto qui sopra, la parte evidenziata in rosso, corrisponde ai dettagli o pixel bianchi che si avvicinano al valore 255 o lo superano; questi sono porzioni di pixel che non si recuperano nemmeno in post produzione.

Se avessimo esposto correttamente facendo una prima misurazione sulle ombre, una seconda sulle alte luci e poi con un calcolo tra le differenze di “stop” che passano tra luci e ombre, fatta una media valutativa, avremmo avuto una situazione simile a questa:

Istogramma, Reflex, Esposizione, corretta esposizione, 1

 

possiamo notare come l’istogramma sia ben “spalmato” lungo tutto l’asse orizzontale, ci sono dei picchi nella parte sinistra delle ombre, ma non sono vicine al punto “0”, per cui con un po di fotoritocco sono recuperabili, idem per le alte luci, ossia parte destra dell’istogramma, ci sono presenti zone chiare, ma non sono vicine all’estremo “255” e quindi recuperabili anch’esse con i programmi di fotoritocco.

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L'autore

Marco Carotenuto

Mi chiamo Marco. Ho 33 anni. Fotografo prima, art director poi, fremo per il non convenzionale. Ideare, ricreare, scomporre e immaginare nuovi punti da cui sbirciare il mondo sono il sale della mia vita. Divertirsi, prima di stupire e rendere partecipi, coinvolgere chi ci sta di fronte sono i pilastri di questa professione, impregnata di magia. Il trucco? Farlo in modo serio, proprio come fanno i bambini a capo di un gioco. Apertura mentale e sguardo curioso mi hanno accompagnato, scandendo il mio approccio alla fotografia e alla pubblicità. Sono un fotografo professionista che ha studiato alla scuola romana di fotografia; la mia passione principale è la fotografia di paesaggio e la natura nel suo essere. Ho ricevuto due riconoscimenti da parte di Nikon, con la pubblicazione sul libro annuale. Sono stato invitato a partecipare a più mostre fotografiche, tra cui Molise cinema e MArteLive.