Le differenze tra i sensori digitali APS-C e Full-Frame

Quali sono le differenze tra i sensori digitali APS-C o full frame? In un mondo dove si tende sempre di più ad incoraggiare, spesso con politiche di prezzo molto aggressive, l’acquisto di fotocamere digitali reflex, risulta necessario mettere un po’ d’ordine, soprattutto per i neofiti, ed indirizzarli al giusto acquisto.

Questo perchè spesso il neofita non sa che esistono differenti sensori digitali con formati diversi così come il fotografo un pelino più esperto giunge, prima o poi, all’annosa domanda su quale formato scegliere in base all’esperienza ed alle necessità che, via via, maturano nella propria attività.

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Quali sono quindi le differenze tra i sensori digitali APS-C e Full-Frame?

In pochissimi sanno che l’origine della fotografia digitale risale già al 1975 quando Steven Sasson, un ricercatore della Kodak, lavora ad un’invenzione rivoluzionaria per l’epoca: la prima fotocamera digitale.

Pensate che il suo prototipo iniziale aveva una risoluzione di appena 0,01 megapixel e catturò la prima immagine in bianco e nero in ben 23 secondi per registrare poi il tutto su una cassetta!

Alcuni decenni dopo che Kodak, Sony e la stessa Leica iniziarono a cimentarsi nel digitale, è stata Nikon, con la D1, a produrre la prima vera reflex digitale nel 1999. La D1, come tutte le reflex digitali dell’epoca che si stava aprendo, presentava un sensore più piccolo del formato classico derivato dalla pellicola, ossia 36×24 mm.

Bisognerà attendere il 2002 per il primo sensore chiamato “Full Frame” (a pieno formato o FF), a 36X24 mm, prodotto da Canon con la 1Ds. A Canon va il posto più alto sul podio come primo produttore di DSLR con un sensore di queste dimensioni.

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Cosa è poi successo nel mondo delle fotocamere?

Con l’avvento del sensore da 35mm sono stati quindi introdotti i termini “Full Frame” e “Crop Frame” (APS-C) proprio per differenziarne le dimensioni e le caratteristiche.

Nei primi anni 2000 si era riusciti a creare una reflex digitale che potesse avere le stesse caratteristiche di utilizzo (lenti, diaframma, scatto, ISO, ecc.) di una reflex a pellicola, cercando di limitarne il costo proprio grazie all’adozione di un sensore più piccolo del formato 36X24 mm.

Il marketing ha inizialmente funzionato e molti fotografi possessori di APS-C si sentirono (seppur ingiustificatamente) come se avessero solo metà fotocamera e cominciarono progressivamente a privilegiare le fotocamere Full Frame.

La verità è che i sensori “Full Frame” non sono affatto dei sensori a formato “pieno”. È una dimensione arbitraria che è stata scelta ad un certo punto nel passato.

Bisogna considerare poi che oggi si sta assistendo alla transizione in digitale anche del medio formato, un formato che, a pellicola, superava come dimensioni il classico formato 36X24, avvalorando ancora di più l’incongruenza del termine “formato pieno”.

In realtà, dunque, il nome più corretto per un sensore “Full Frame” sarebbe “sensore equivalente a 35 mm“, ed il nome più corretto per un sensore “Crop Frame” sarebbe “sensore APS-C”.

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Vediamo i reali vantaggi delle fotocamere DSLR a pieno formato (Full Frame):

Prima di tutto i sensori di imaging digitale hanno minuscoli recettori che registrano la luce e producono un pixel. I piccoli sensori sono chiamati “fotodiodi”. Naturalmente, più grande è il fotodiodo, maggiore è la capacità di catturare segnali di luce deboli.

Pertanto, un sensore con queste caratteristiche ha meno bisogno di ricorrere a degli stratagemmi elettronici per “ricreare” la luce artificialmente (sensibilità ISO) e, pertanto, presenta meno problemi legati al rumore digitale in situazioni di recupero delle ombre.

Un altro vantaggio dei sensori Full Frame è la profondità di campo (PDC). Avete mai visto quelle bellissime fotografie con la profondità di campo molto ridotta, con quello sfondo sfocato che tanto piace ai ritrattisti, scattati a diaframmi molto aperti? (vi rimando all’articolo sulla profondità di campo che potete trovare QUI)

La ragione è legata alla dimensione del sensore, essa influisce sulla profondità di campo visibile. Poiché un sensore equivalente a 35 mm (full frame) è più grande, può realizzare una profondità di campo apparentemente più bassa di una fotocamera APS-C (sensore di crop).

Da non sottovalutare grandezza e luminosità del mirino, altro vantaggio delle fotocamere Full Frame; Poiché per queste fotocamere sono studiati degli obiettivi più grandi, esse possono produrre un’immagine più luminosa all’interno del mirino stesso: questo dettaglio ci permette di comporre meglio l’immagine soprattutto in condizioni di scarsa luce naturale.

Altri fattori importanti sono l’ergonomia e la tropicalizzazione: nonostante il peso, un altro vantaggio delle Full Frame e che, fino ad oggi, sono state progettate con corpi macchina così detti “PRO”.

Sono così chiamati perché sempre realizzati con crismi differenti dalle piccole APS-C, soprattutto in termini di materiali e robustezza. Di per se l’ergonomia migliora grazie ad una maggiore grandezza del corpo macchina, finiture sono più curate e, nella maggior parte dei casi, la superficie del corpo macchina è tropicalizzata, vale a dire resistente a condizioni meteo avverse, urti e graffi e intemperie.

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Quindi che senso ha comprare una fotocamera APS-C?

Non pochi sono i problemi che affliggono le grandi fotocamere Full Frame, vediamoli insieme.

Prima di tutto, il prezzo. I sensori di imaging vengono tagliati da grandi fogli di chip costosi chiamati wafer. Poiché un sensore full frame è più grande, possono essere tagliati da una wafer solo 20 sensori di queste dimensioni.

Questo, tra altri costi di produzione simili, significa che le fotocamere Full Frame DSLR saranno sempre più care delle piccole sorelle APS-C.

Un altro problema che affligge le FF è il campo visivo. Questo è sia un inconveniente che un beneficio. I fotografi di paesaggio usano fotocamere FF anche perché tutte le lenti sembrano essere grandangolari, perché? Perché come abbiamo detto il fattore di crop moltiplica ogni focale per 1.6 nel caso di Canon e 1.5 nel caso di Nikon.

Basta pensare che molti fotografi di fauna selvatica invece scelgono una fotocamera APS-C per ottenere gli “zoom extra” legati alla moltiplica della focale. Solo per essere tecnicamente corretti, è bene ricordare ancora che la dimensione del sensore non ingrandisce affatto la scena, solo ne limita il campo visivo.

Più grandi, più robuste, ma quanto pesano?

Molto! Il sensore in se aggiunge ben poco peso alla DSLR, ma richiede lenti più grandi, più pesanti e più costose, se a questo aggiungiamo la cura dei materiali, batterie più capienti, otturatori più importanti, mirini più ampi, ecc., la fotocamera con obiettivo montato può essere molto più ingombrante e scomoda da usare.

In conclusione, Cosa devo comprare?

Questa domanda, come tutte le domande che riguardano l’acquisto di qualcosa, va accompagnata alle tue esigenze.

E’ bene considerare anche il fatto che le maggiori case produttrici stanno continuando ad investire molto sui sensori a formato ridotto, sfornando prodotti di assoluto livello, basti pensare alla Nikon D500 così come ad alcune serie “X” di Fuji, i cui corpi presentano costi quasi da “ammiraglie” in Full Frame!

Diciamo in generale che:

  • sei un neofita e/o hai bisogno di leggerezza, praticità, economia, facilità di utilizzo? Una fotocamera APS-C è quello che fa per te.
  • Cerchi una qualità d’immagine più profonda, non hai problemi di peso o di costo di acquisto, vuoi approfondire la fotografia e utilizzare lenti di altissima qualità? Bene, è arrivato il momento di acquistare una fotocamera Full Frame.

E’ assolutamente ovvio che la scelta non si possa ridurre in modo così scontato ai punti precedenti.

Ecco perchè la scelta è sempre molto difficile, proprio perchè anche grandi professionisti del settore, specialmente in ambito sportivo o naturalistico, prediligono corpi APS-C che però sono estremamente costosi e professionali.

Più facilmente si può affermare che, per chi si approccia al mondo della fotografia per la prima volta, la scelta di un sensore APS-C, consente di avere accesso a svariati corpi macchina e lenti con ottime caratteristiche qualitative e costi estremamente contenuti.

E non preoccupatevi dei risultati: un grande fotografo ottiene sempre il massimo da qualsiasi attrezzatura in suo possesso!

L'autore

Michele Ricci

Inizia a 5 anni scattando di nascosto con la Nikon F2 di suo padre mostrando, da subito, di amare la fotografia più di ogni altra cosa. Osservatore curioso, viaggiatore incallito, camminatore infaticabile, cultore e divulgatore della materia, si divide tra fotografia di paesaggio, fine art, ritrattistica e street photography collaborando a svariati progetti professionali senza mai smettere di nutrire la propria passione personale.