Come fotografare la via lattea, tutto quello di cui hai bisogno

La via lattea oltre ad essere la nostra immensa casa, è anche un oggetto che ben si presta ad essere fotografata quale piccola meraviglia dell’universo di cui facciamo parte. Ma come fotografare la via lattea? Quali sono gli strumenti adatti? Quali sono i trucchi?

Via Lattea. Un nome che rimanda ancora oggi a quel sapore romantico e suggestivo che si trascina da secoli, di quella macchia lattescente che tanti, prima di noi, hanno visto con stupore, curiosità, timore, incanto e mistero. E che oggi, al di là del fascino che ancora ci suscita come al passato, sappiamo essere una galassia.

E che galassia!

Quella che, tra i miliardi di miliardi di oggetti celesti, contiene quel pianeta così insignificante ma perfetto da ospitare la vita umana.

Lasciato un attimo da parte il lato romantico, è bene fare una doverosa premessa sulla fotografia notturna prima di andare al sodo: la tecnica. Anni fa ho cominciato a fotografare la Via Lattea, via via appassionandomi costantemente a questa disciplina, facendo i primi scatti con una piccola fotocamera.

I risultati erano sempre deludenti, cercavo disperatamente di far “uscire” le stelle dalla foto, anche dove il sensore non le aveva catturate.

Parallelamente alla pratica sul campo, ho cominciato a studiare, partendo proprio dalle basi e rendendomi conto di quanti problemi ci sono da risolvere prima di sapere come fotografare la via lattea.

come fotografare la via lattea

Come fotografare la via lattea: gli agenti esterni

Se non sai come fotografare la via lattea il primo degli aspetti da considerare è sicuramente l’atmosfera.

Quella patina così sottile che contiene l’aria che respiriamo, che ci preserva dalle radiazioni del sole, ci regala magnifici colori ma che filtra, ai nostri occhi e strumenti, la visibilità dell’universo.

Non dimentichiamoci che fotografiamo oggetti debolmente luminosi che si trovano lontani anni luce da noi, e lo facciamo utilizzando molta sensibilità ed esposizione per catturarli laddove l’atmosfera può rappresentare un ostacolo a causa della sua densità, della sua impurezza, della sua opacità.

Il secondo fattore che rende complicato come fotografare la via lattea è l’inquinamento luminoso.

Se cerchi sul web “mappa inquinamento luminoso” o scarichi l’app per smartphone “LPM (light pollution map) ti renderai conto di quanto inquinamento luminoso sia presente sul nostro emisfero, incidendo PESANTEMENTE (in combinazione con l’atmosfera) sul risultato quando tentiamo di fotografare la Via Lattea.

Oltre a questi problemi dobbiamo anche fare i conti con:

  • la luna
  • l’umidità
  • la copertura nuvolosa
  • la foschia
  • le luci ambientali
  • il vento
  • gli orari di alba e tramonto
  • la posizione della Via Lattea nel cielo

Tutto quanto sopraddetto rappresenta solo il primo, doveroso, approccio alla fotografia delle stelle.

Veniamo ora alla parte più interessante e densa di contenuti.

come fotografare la via lattea

Come fotografare la via lattea: la tecnica

Se non sai come fotografare la via lattea, in primo luogo dovrai verificare le fasi lunari e la posizione della Via Lattea aiutandoti con diversi strumenti a nostra disposizione. Personalmente uso l’app Sky Safari ma è a pagamento. In alternativa, potrai utilizzare gratuitamente una delle tante app disponibili gratuite come Sky Guide o Stellarium.

Un app davvero utilissima e completa è Photopills. Ha un costo decisamente sopra la media delle altre app ma è davvero efficacissima per pianificare qualsiasi cosa, anche gli scatti diurni.

Una volta verificate le condizioni ideali di oscurità e posizionamento celeste della Via Lattea, passiamo alle condizioni meteo: personalmente utilizzo Ventusky, un sito internet molto interattivo e graficamente accattivante che consente di controllare velocità e direzione del vento, umidità, gradiente termico e copertura nuvolosa.

Quando non ci sono nuvole, c’è scarsa umidità ed un vento inferiore ai 20 km/h, mi metto subito in viaggio verso la location che ho scelto per i miei scatti notturni, perchè è sicuramente uno dei momenti migliori per poter fotografare la via lattea.

Arrivato sul posto la prima cosa che verifico è il seeing.

Tecnicamente il seeing comprende un insieme di diversi fenomeni principalmente atmosferici che peggiorano la visione di oggetti celesti. Le condizioni di seeing per una determinata notte e località ci descrivono quanto l’atmosfera terrestre disturbi l’immagine dei corpi celesti osservati a causa della combinazione di vari fenomeni atmosferici (temperatura, turbolenza, umidità, calore superficiale, ecc.).

Verificata la bontà del Seeing, individuo la Via Lattea anche con l’ausilio di app. Va da se che, con un minimo di esperienza, si possa individuare la via lattea anche ad occhio nudo e, in questo caso, avere subito una indicazione ragionevole della bontà delle condizioni del cielo.

Una via lattea ben visibile ad occhio nudo indica delle condizioni osservative e fotografiche assolutamente eccezionali.

come fotografare la via lattea

Come fotografare la via lattea se non posso usare tempi troppo lunghi o alzare gli ISO?

Un importante strumento molto utile sia alle osservazioni celesti che alla relativa fotografia di essi, è l’astroinseguitore. Questo strumento compensa il relativo moto celeste consentendoti di fare lunghe esposizioni senza avere le stelle mosse e permettendoti l’utilizzo di ISO più bassi.

Per utilizzarlo devo necessariamente individuare la stella polare sulla quale dovrò allinearlo accuratamente. Per questo motivo, se utilizzi un astroinseguitore, dovrai sincerarti di avere ben visibile la zona del polo nord celeste al fine di poter avere la stella polare in vista.

Allineato l’inseguitore inizio il mio lavoro sul cielo. Calcolo esattamente l’esposizione ed inizio a scattare diverse foto senza cambiare impostazioni ed inquadratura. Sto utilizzando una tecnica che, nel gergo dell’astrofotografia, è chiamata “integrazione”.

Una trucco per fotografare la via lattea: Integrazione o stacking di immagini

L’integrazione è una tecnica che consente di poter aumentare in modo straordinario il dettaglio di una immagine, attraverso la combinazione di molteplici immagini di un oggetto celeste.

Più scatti facciamo e più dettaglio possiamo acquisire in post produzione. Ovvio che il susseguirsi di scatti allo stesso soggetto debba essere fatto senza variare parametri ed inquadratura, soprattutto degli oggetti fotografati con lenti a focale larga.

Questa tecnica, seppur con delle evidenti diversità, trova una sua simile applicazione anche nel caso in cui non utilizziamo un astroinseguitore. Un modo eccellente di eseguire una forma valida e semplice di integrazione è quello di fare uno stacking di immagini.

In cosa consiste uno stacking di immagini e cosa centra con “come fotografare la via lattea”?

Tra poco ti sarà tutto più chiaro. Quando parlo di “Stacking” intendo dire che eseguo diversi scatti mantenendo sempre gli stessi parametri. Il risultato, montato poi su Photosohp, sarà quello di ridurre considerevolmente il rumore ed ampliare il margine di aumento del dettaglio dell’immagine.

Il consiglio è quello di fare almeno 16 scatti in sequenza alla Via Lattea senza mai modificare l’inquadratura ed i parametri di scatto. Le impostazioni consigliate sono per fotografare la via lattea all’incirca sono:

  • ISO tra i 2500 o 3200 in base alla serata e alla luce ambiente;
  • Diaframma (quindi f/) più aperto possibile con la lente in vostro possesso (ad esempi f/2,8);
  • Tempi di scatto da calcolare secondo un algoritmo derivante dalla divisione della lunghezza focale per un numero pari a 300.

Come fotografare la via lattea utilizzando al regola del 300

Generalmente viene usato un numero più alto (la regola infatti prende il nome dal “la regola del 600), l’esperienza però mi ha insegnato che usando un valore più basso, appunto 300, si hanno risultati migliori, anche in virtù della qualità del cielo.

Per cui non devi fare altro che fare questo semplice calcolo: 300 diviso la focale che stai utilizzando.

Qundi, facendo un esempio con un 18mm calcoleremo 300/18=16,6 secondi.

Ti consiglio di fare sempre delle prove perchè in condizioni di cielo molto luminoso, questa regola sarà più prossima al risultato mentre per un cielo smolto buio, occorrerà esporre un pochino più a lungo per avere stelle luminose senza però che risultino mosse.

Nel mio caso, con l’inseguitore faccio più scatti possibili a 800 iso, f4 per 5 minuti di esposizione. Ti lascio immaginare quanto segnale si riesca a catturare in 5 minuti di esposizione!

come fotografare la via lattea

Come fotografare la via lattea: il primo piano

Una volta scattato il cielo è giunto il momento di pensare a ciò che si trova “sotto”! Quindi una volta completato il lavoro sul cielo mi occupo del paesaggio sottostante.

Una buona astrofotografia paesaggistica parte sempre dal paesaggio. spesso vedo fotografare la Via Lattea in maniera impeccabile, pulita, senza aloni o rumore, ma vedo un paesaggio nero, senza colore, contrasti, dettaglio. Un paesaggio molto trascurato che tende a non far risaltare anche il cielo più straordinario che si trovi sopra esso.

Questo è sbagliato: la Via Lattea è sempre lo sfondo di un buon paesaggio notturno.

Per avere un buon risultato sul paesaggio bisogna prendere in considerazione le luci ambiente. Se hai illuminazione “parassita” che ti da luminosità solo su alcune parti della scena dovrai fare ancora più esposizioni, nel caso invece ti trovi di fronte ad una situazione di buio completo, potresti procedere così:

  • ISO 1600
  • Diaframma f/4
  • 7 o 8 minuti di esposizione

Ovviamente questi sono numeri guida ma ogni situazione è a se, magari aiutiamoti con una piccola fonte luminosa ad accendere un po’ il primissimo piano (light painting).

Una volta che raggiungi un buon risultato sul paesaggio, puoi goderti la serata prima di tornare a casa (che fa bene alla salute).

Il processo per sviluppuare la via lattea

Ok, ora davanti al tu PC avrai i famosi 16 scatti con le stesse impostazioni e con la stessa inquadratura; prendi spunto da un foto che puoi trovare facilmente online (come magari le fotografie astronomiche dei grandi fotografi) e inizia con l’elaborazione. Stai per iniziare ad utilizzare la summenzionata tecnica dello stacking di più immagini.

Puoi “montare” queste fotografie con DSS (Deep Sky Stacker) un programma apposito o con Photoshop, per farlo dovrai prima correggerle e prepararle con Camera Raw, dopodichè salvarle e caricarle come livelli tramite lo strumento di Photoshop “script – carica immagini in serie” (load images in to a stack, in inglese);

Una volta eseguiti i passaggi precedenti, dovrai allineare i livelli e fonderli con il metodo “media aritmetica”; in questo modo il software sommerà tutte le cose uguali nello scatto, e visto che il rumore in ogni scatto tende ad essere casuale, verrà ridotto notevolmente.

Da qui in poi ognuno porterà avanti il proprio processo di sviluppo, ad esempio io ne ho uno tutto mio che curo periodicamente per migliorarne sempre di più il rendimento.

Il consiglio è quello di studiare, di approfondire le tecniche, e se avete dubbi su come fotografare la via lattea non esitate a contattarmi, sarò felice di aiutarvi o proporvi dei percorsi formativi.

L'autore

Alesandro Cantarelli

Non è semplice descrivere chi sono e cosa faccio, dopo 10 anni di fotografia, soprattutto paesaggistica ho deciso che la mia strada è quella della fotografia estrema. Nord Europa, Deserti, Oceani, la mia vocazione è raggiungere i posti più remoti del pianeta per vivere l'istante di uno scatto che rimarrà con me per tutta vita. Ad oggi ho studiato tutte le tecniche di scatto notturno e continuo ad approfondire costantemente ogni sfumatura culturale e pratica della fotografia, voglio rendere questo know-how alla portata di tutti, trasmettere la passione per la natura, per la fotografia e per una vita di viaggi e di emozioni.